VENEZIA GIULIA
La presenza italiana nella Venezia Giulia nel 1919 si configurò, a livello tecnico e giuridico, come un'occupazione militare.
Dal punto di vista del diritto internazionale dell'epoca, il controllo di un territorio occupato durante una guerra rimane un'occupazione militare fino alla firma e alla ratifica del trattato di pace definitivo.
Ecco come si sviluppò questa transizione nel corso del 1919:
L'amministrazione militare (Novembre 1918 - Fine 1919)
- Il mandato internazionale: Dopo l'armistizio di Villa Giusti (3 novembre 1918), l'esercito italiano entrò a Trieste, Gorizia e in Istria. Questa presenza era legittimata dagli accordi armistiziali a nome delle potenze alleate.
- Il Governatorato Militare: Il territorio venne posto sotto il controllo del Regio Esercito, guidato dal generale Carlo Petitti di Roreto. Le leggi, la moneta (la corona austro-ungarica, poi sovrastampata) e l'amministrazione asburgica rimasero parzialmente in vigore, ma sotto la rigida supervisione del comando militare italiano.
- Il passaggio ai civili: Solo nel luglio del 1919 il governo italiano istituì il "Segretariato generale per gli affari civili" per iniziare a trasferire i poteri dai militari alle autorità civili, preparando il terreno per l'annessione formale.