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Bahamas

Nel 1670 le Bahamas vennero concesse da Carlo II Stuart d'Inghilterra a un gruppo di grandi proprietari i cui diritti vennero spesso minacciati dagli Spagnoli e dai bucanieri. Nel 1718 il re d'Inghilterra vi inviò un governatore ed alcuni coloni iniziarono la coltivazione degli alberi da frutta. Durante la guerra d'indipendenza americana vi giunse un gruppo di lealisti con i loro schiavi e ciò favorì il progresso dell'agricoltura specialmente per quanto riguarda il cotone. Dopo un breve periodo di controllo statunitense e spagnolo, furono riconquistate alla corona britannica dalla flotta inglese nel 1783. Nel 1940 la Gran Bretagna cedette agli Stati Uniti (in affitto per 99 anni) una base navale situata nell'isola Mayaguana.

Lo sviluppo costituzionale delle Bahamas è stato lento; nel maggio 1963 il governo di Londra approvò una legge (entrata in vigore nel 1964), che concedeva alle Bahamas un proprio autogoverno alle dipendenze però del governatore, rappresentante della corona inglese. Ma la riforma tardò in parte ad essere concretata anche a causa della mancanza di maturità e di organizzazione politica della popolazione autoctona, da tempo soggetta alle poche famiglie di proprietari. Solo nel luglio 1973 le isole conseguirono l'indipendenza nell'ambito del Commonwealth (secondo la Costituzione dello stesso anno, capo dello Stato è sempre il sovrano britannico, rappresentato da un governatore generale), sotto la guida del premier Lynden O. Pindling leader del Partito Liberale Progressista (PLP), espressione della maggioranza nera della popolazione, di tendenze moderate e favorevole al mantenimento di strette relazioni con gli Stati Uniti.

Fotografia satellitare delle isole Bahamas. Si tratta in realtà di un complesso di piattaforme carbonatiche visibili come altofondi marini a profondità notevolmente più bassa rispetto alle aree oceaniche circostanti (più chiare nell'immagine fotografica), di cui le isole vere e proprie costituiscono solo la parte emersa.